[it] Blog, voci contro

[en: an (other) article by Fabio Metitieri on the Corriere del Ticino, this time about blogs]

Il Corriere del Ticino pubblica lunedì un’intera pagina di Fabio Metitieri (uno che di web se ne intende, come dissi). Questa volta i temi sono due: i limiti della generazione Google e un commento sui blog.

Il primo articolo parla approfonditamente di tre ricerche che troverebbero i giovani di oggi impreparati a gestire le tecnologie della comunicazione. Il tema (lontanamente imparentato con quello dell’ultimo Internet e valli) mi trova d’accordo: accanto ad alcuni brillanti, mi sembra che la stragrande maggioranza siano un po’ intontiti dalle tecnologie, che usano senza chiedersi il perché e il percome. Lo noto anche nel mio lavoro, che mi mette a contatto con giovani che dovrebbero essere fortemente interessati alla comunicazione online.

Il secondo articolo, un commento, è particolarmente critico con la blogosfera italiana. L’autore usa toni che trovo francamente un po’ acidi, quasi da troll, ma dice delle cose sensate che dovrebbero far riflettere chi è fin troppo entusiasta. Molti punti sono condivisibili: ricordo che alcuni anni fa non gradivo i forum su web, quando a disposizione c’era usenet e le mailing list.

Ne parlano anche Perotti e Orientalia4all, blog che ho iniziato a seguire per la sua competenza sull’oriente, ma che ultimamente parla un po’ troppo (per i miei gusti) di classifiche e polemiche correlate. Tra i commenti, alcuni dello stesso Metitieri.

[it] Mondoinrete: incontri, pubblicità, addio alla carta, social network

[English abstract: in Mondoinrete, my column in Azione, I write about social network] 

Mi rendo conto di non aver più segnalato i miei articoli su Azione.

Negli ultimi mesi ho scritto di siti di incontri, di pubblicità online, di ufficio senza carta. Sul numero di oggi, affronto la questione dei social network e della loro (in)utilità.

[it] Il web 2.0 non esiste

[en: an article by Fabio Metitieri slows down the enthusiasm about the web 2.0]

Un articolo molto interessante sul Corriere del Ticino di oggi. Secondo Fabio Metitieri (uno che di web se ne intende) il web 2.0 è una rivoluzione mancata che nega il passato per poter sopravvivere.

Molte caratteristiche del web 2.0, infatti, erano presenti molto prima del 2000 e della bolla dot.com. Nel suo articolo, tra le altre cose, dice:

Se il Web 2.0 è nato dal marketing editoriale, che cosa ha spinto in seguito e che cosa continua a spingere tanti navigatori, soprattutto i blogger, a enfatizzare caparbiamente una contrapposizione, quasi una guerra, tra l’inesistente 2.0 e tutto ciò che sarebbe 1.0 ? In realtà, coloro che usano la blogosfera con passione e non solo per divertimen­to la sfruttano come uno strumento per affermar­si e quindi per combattere tutto quanto è preesi­stente alle loro pubblicazioni on line.

Considerazioni utili, soprattutto per frenare un po’  un entusiasmo inconcludente e rinforzare una memoria storica del web che si sta già perdendo (nonostante sia recente e tutta digitalizzata). Insomma, piedi per terra.

Vorrei però sottolineare un aspetto che nell’analisi di Metitieri non è evidenziato: è vero che alcune caratteristiche del web 2.0 esistevano già prima, ma è anche vero che non erano così diffuse.

Gli user generated content, per esempio. È da molti anni che è possibile pubblicare contenuti, con pagine web (da Geocities in poi, ma anche prima) o post su usenet. Ma è solo da pochi anni che questa è una pratica davvero alla portata di tutti. E così la questione dei social network (strumenti che potenzialmente sono interessanti, anche se applicazioni concrete su  larga scala finora non se n’è viste) e del multimedia (oggi il web è davvero multimedia, 10 anni fa no, e forse era meglio).

[it] Ticino7: Ancora buoni, ma a chi servono?

[en: new article on Ticino7]

Su Ticino7 di venerdì scorso (non me l’aspettavo così presto) un mio articolo intitolato Ancora buoni, ma a chi servono?, dedicato al problema dei rifiuti tecnologici, in particolare ai vecchi telefonini. 

[it] Ticino7: Immigrati nella rete

[English abstract: new article on Ticino7]

Su Ticino7 di venerdì scorso un mio articolo intitolato Immigrati nella rete, dedicato alle nuove generazioni in internet, che riprende gli spunti della presentazione di febbraio.

Le vecchie edizioni di Ticino7 sono a disposizione sul sito (regola numero 1 di Doc Searls).

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[it] Ticino7: Scatole per cervelli

[English abstract: I wrote an article about memory device on Ticino7, a weekly magazine attached on the three main newspaper in Tessin.]

Ticino7 è il settimanale allegato ai quotidiani ticinesi che contiene, oltre ai programmi radiotelevisivi della settimana (e infatti una volta si chiamava Teleradio7) una parte redazionale cresciuta negli ultimi sette anni grazie alla conduzione di Matteo Airaghi. Un paio di settimane fa il giornale si è presentato con una nuova veste grafica (curata dallo studio Immagina), un nuovo responsabile e una nuova redazione.

Sul numero di oggi, un mio articolo dedicato ai dispositivi di memorizzazione, dagli hard disk alle penne USB. Sostituiranno il nostro cervello?

L’appuntamento è mensile (circa).

Le vecchie edizioni di Ticino7 sono a disposizione sul sito (regola numero 1 di Doc Searls).

[it] Internet e valli

[English abstract: Internet e valli is a new monthly page devoted to communication technology that I will coordinate. It appeared firstly yesterday on Giornale del Popolo.]

Internet e valli. È il titolo di una pagina dedicata alle tecnologie della comunicazione, che appare da ieri sulle pagine del Giornale del Popolo mensilmente. La pagina è curata da alcuni laboratori dell’Università della Svizzera italiana (webatelier.net, Tec-Lab, NewMinE Lab; eLab di USI+SUPSI), sotto la responsabilità del prof. Lorenzo Cantoni e coordinata da me.

In questa prima edizione, il benvenuto del prof. Cantoni, un mio articolo sui motori di ricerca, un’intervista a una studentessa del master in technology for human communication e una recensione di Stefano Tardini.

10 threats over the internet

[Italian]

VisionPost riporta un articolo di GigaOm che elenca dieci modi possibili in cui internet – come lo conosciamo oggi – scomparirà:

  1. Attacco al DNS
  2. Il giorno degli zombie
  3. Cedimento strutturale
  4. Virus molto forte contro i router
  5. Aggiornamenti automatici
  6. La fine della net neutrality
  7. Le grandi muraglie
  8. Cause legali
  9. Frammentazione
  10. La scomparsa dell’essere umano

Segue un commento, ottimista, di Maurizio Dècina, guru italiano della rete, professore al Politecnico di Milano, ex-professore all’Università della Svizzera italiana; sono stato suo studente per un semestre. L’unico pericolo vero, secondo Dècina, può essere un attacco contro i punti di scambio, luoghi in cui le dorsali internazionali si incontrano e si collegano.

[English]

GigaOm reports 10 ways in which the internet (as we know) may die:

  1. Someone subverts the Domain Name Service.
  2. Zombie networks attack!
  3. Massive physical infrastructure failure.
  4. Death by a thousand fragments.
  5. A really good virus breaks the routers.
  6. Updates break how updates work.
  7. The Net stops being neutral.
  8. The lawyers get involved.
  9. Walled gardens.
  10. Humans take themselves out.

According to Maurizio Dècina, interviewed by VisionPost, the only actual threats is a physical attack against exchange points.

Election day: how to use old and new media

[Italian abstract: ottima iniziativa del CdT, che unisce nuovi media e media tradizionali: le opinioni espresse dai lettori sul sito internet, a proposito delle amministrazioni comunali uscenti e dei progetti critici, vengono commentate anche sulla versione cartacea.] 

Good idea by the Corriere del Ticino. In their section “e tu che ne pensi?” (what do you think?), readers could express opinions on the people that are currently administrating cities. You may vote for people, parties, projects. You may send your comments. Results are commented on the paper version. In one month, we will elect our new cities administrations.

Prehistory on workplace

[Italian abstract: desolante decisione del management del Credit Suisse, che invece di sfruttare un potenziale decide di proibirlo. A quando la proibizione dei telefoni?]

Search “credit suisse” in Facebook. Results are: more than 500 people (Ollie says 3000), 81 groups, 2 events.

What does the management of Credit Suisse with all this richness in communication? They forbid it. People who work for Credit Suisse can’t access Facebook anymore. People at the Banque Cantonale Vaudoise can’t use blogs.

Via Ollie, who proposes to ban telephone and measure how long the pipi-breaks are.

I didn’t know Wikileaks until they tried to close it

[Italian abstract: un sito contro la censura è bersaglio di una banca svizzera]

Wikileaks is a website that is “developing an uncensorable system for untraceable mass document leaking and public analysis.” It seems that a swiss bank is trying to close it.

More information in italian by Punto informatico. More in English by Slashdot, here, here, here and here.

Update (29/02/2008): story goes on.