[it] Internet e valli finalista al premio Lunette d’Or

[en: the monthly page Internet e valli, on the local newspaper Giornale del popolo was one out of six finalists for the price Lunette d'Or]

La pagina mensile Internet e valli, che appare sul Giornale del popolo e che ho il piacere di coordinare, fa parte delle sei opere finaliste al premio Lunette d’Or. Il premio viene assegnato a un giornalista o a un ricercatore per il migliore articolo divulgativo. Le candidature valide sono state 28, a vincere le autrici di un documentario andato in onda sulla DRS.

Un grazie a tutti i ricercatori dell’USI che in questi mesi hanno contribuito con i loro articoli e al prof. Cantoni, responsabile scientifico.

[it] Mondoinrete: forma e contenuti

[En: Mondoinrete, my column in Azione, last week is about contents and structure in the web] 

Settimana scorsa (sì, sono sempre in ritardi) affronto, su Azione, il tema della forma e del contenuto per il web. Lo spunto è il celebre video di Michael Wesch in cui si mostra come una particolarità tecnica (la distinzione, in XML rispetto all’HTML, delle indicazioni sulla forma e di quelle sul contenuto) possa essere considerata il mattone (o almeno, uno dei mattoni) su cui tutta la piramide semantica del web 2.0 è costruita.

[it] Internet e valli: Non profit. In agosto era uscito: pubblicità in rete

[en: new Internet e valli page on Giornale del Popolo.]

Oggi esce sul Giornale del Popolo la nuova edizione di Internet e valli. Questo mese Isabella Rega e Chiara Bramani presentano alcuni articoli dedicati al cuore generoso della rete, con un intervista a Paolo Ferrara (Terre des Hommes Italia), un commento al laptop da 100 $ e una presentazione dell’Humanitarian Island in Second Life. 

Ho mancato di segnalare il numero scorso, uscito il 20 agosto e dedicato alle strategie pubblicitarie in rete.

La pagina è curata dai laboratori dell’Università della Svizzera italiana webatelier.net, Tec-Lab, NewMinE Lab; eLab di USI+SUPSI. La responsabilità è del prof. Lorenzo Cantoni, mio il coordinamento.

[it] Giornalismo suicida

[en: bad translation results in half of young swiss men committing suicide.]

cdt_20080804 Una strage. Secondo vari media (tra cui Bluewin), il 43.6% degli uomini svizzeri tra i 15 e i 24 anni si è sparato. Quasi un ragazzo su due. Però, non mi pareva… eppure vivo in Svizzera e lavoro in un’università dove sono iscritti quasi 1000 “uomini tra i 15 e i 24 anni”.

Basta riflettere un attimo per capire: il 43.6% dei giovani svizzeri che si è suicidato, l’ha fatto sparandosi. Ok, così è un po’ meglio. Triste primato comunque, per la Svizzera, così fiera nel lasciare l’arma militare nelle case della gente.

Il Teletext, dove ho letto la notizia la prima volta, è parzialmente scusabile: lo spazio per ogni notizia è davvero poco, una sintesi fatta una domenica pomeriggio d’agosto può essere imprecisa.

Meno scusabile il Corriere del Ticino, che dedica alla vicenda un articolo in quinta pagina e un richiamo in prima. Ci sarebbe lo spazio per dire le cose come stanno veramente e invece per tre volte si sbaglia. 

A dire le cose come stanno è Crimeblog: “La Comunità Elvetica però ha anche un altro triste e singolare primato: quello dei suicidi con arma da fuoco, ben il 43,6% del totale.” (Comunità Elvetica?)

Non trovo lo studio originale, né sul sito dell’EAAD, che l’ha scritto, né su quello del Journal of Affective Disorders, che l’avrebbe pubblicato. Su swissinfo.ch, però, c’è la notizia in inglese. Suona diversa: “Almost half (43.6 per cent) of suicides in Switzerland committed by 15- to 24-year-old men involve guns.”

[it] Internet e valli: plagio e anti-plagio

[en: new Internet e valli page on Giornale del Popolo.]

Sul Giornale del Popolo, la nuova edizione di Internet evalli, apparsa mercoledì scorso, è dedicata al plagio (mio articolo) e agli strumenti per combatterlo (Stefano Tardini, su Turnitin). Poi un articolo di Luca Botturi su Open Educational Resources e uno di Luca Mazzola, Alessandra Di Maria e Lorenzo Cantoni su un’esperienza di web radio fatta alle scuole elementari di Lugano (WEB RADIO).

La pagina è curata dai laboratori dell’Università della Svizzera italiana webatelier.net, Tec-Lab, NewMinE Lab; eLab di USI+SUPSI. La responsabilità è del prof. Lorenzo Cantoni, mio il coordinamento.

[it] Mondoinrete: incontri, pubblicità, addio alla carta, social network

[English abstract: in Mondoinrete, my column in Azione, I write about social network] 

Mi rendo conto di non aver più segnalato i miei articoli su Azione.

Negli ultimi mesi ho scritto di siti di incontri, di pubblicità online, di ufficio senza carta. Sul numero di oggi, affronto la questione dei social network e della loro (in)utilità.

[it] Il web 2.0 non esiste

[en: an article by Fabio Metitieri slows down the enthusiasm about the web 2.0]

Un articolo molto interessante sul Corriere del Ticino di oggi. Secondo Fabio Metitieri (uno che di web se ne intende) il web 2.0 è una rivoluzione mancata che nega il passato per poter sopravvivere.

Molte caratteristiche del web 2.0, infatti, erano presenti molto prima del 2000 e della bolla dot.com. Nel suo articolo, tra le altre cose, dice:

Se il Web 2.0 è nato dal marketing editoriale, che cosa ha spinto in seguito e che cosa continua a spingere tanti navigatori, soprattutto i blogger, a enfatizzare caparbiamente una contrapposizione, quasi una guerra, tra l’inesistente 2.0 e tutto ciò che sarebbe 1.0 ? In realtà, coloro che usano la blogosfera con passione e non solo per divertimen­to la sfruttano come uno strumento per affermar­si e quindi per combattere tutto quanto è preesi­stente alle loro pubblicazioni on line.

Considerazioni utili, soprattutto per frenare un po’  un entusiasmo inconcludente e rinforzare una memoria storica del web che si sta già perdendo (nonostante sia recente e tutta digitalizzata). Insomma, piedi per terra.

Vorrei però sottolineare un aspetto che nell’analisi di Metitieri non è evidenziato: è vero che alcune caratteristiche del web 2.0 esistevano già prima, ma è anche vero che non erano così diffuse.

Gli user generated content, per esempio. È da molti anni che è possibile pubblicare contenuti, con pagine web (da Geocities in poi, ma anche prima) o post su usenet. Ma è solo da pochi anni che questa è una pratica davvero alla portata di tutti. E così la questione dei social network (strumenti che potenzialmente sono interessanti, anche se applicazioni concrete su  larga scala finora non se n’è viste) e del multimedia (oggi il web è davvero multimedia, 10 anni fa no, e forse era meglio).

[it] il giornalismo dei cittadini

[en] Thinking on citizen journalism.

Oggi il Corriere del Ticino pubblica un articolo di Natascha Fioretti (European Journalism Observatory) sul citizen journalism, accompagnato da un editoriale del direttore Giancarlo DIllena. Il tema riprende le ricerche sui blog svolte nel 2006 (Blog e giornalismo, l’era della complementarietà, a cui ho partecipato e di cui ho parlato qui) e qualche mese fa (I giornali e Internet verso un modello sostenibile, di Piero Macrì).

Natascha intervista Francesco Piccinini, project manager e ideatore, con Carlo Revelli, di AgoraVox, un’iniziativa di giornalismo partecipativo già presente in Francia, pronta a sbarcare in Italia, che merita attenzione.

Il direttore Dillena, d’altra parte, non è sicuro che il giornalismo dei cittadini sia sempre una buona cosa, mettendo l’accento sulla professionalità del giornalista, che non è un mero amplificatore di notizie ma svolge una funzione di “identificazione, selezione, verifica, ponderazione, contestualizzazione e presentazione”.

Credo si possa riconoscere un’utilità del citizen journalism in tre contesti:

  1. l’emergenza: in caso di eventi repentini come incidenti, attentati, terremoti, ecc, i cittadini presenti sul posto possono mostrare e raccontare quanto succede più rapidamente di quanto può fare qualsiasi reporter;
  2. l’approfondimento: alcuni temi complessi possono essere capiti e spiegati solo da esperti, i quali dai loro blog commentano e approfondiscono questioni che i giornalisti possono affrontare solo superficialmente;
  3. la critica e l’agenda setting: se i big media commettono qualche errore, i cittadini possono intervenire. Se tralasciano qualcosa, i cittadini possono costringerli a rivedere l’agenda setting.

C’è altro?

[it] Internet e valli

[English abstract: new Internet e valli page on Giornale del Popolo.]

Tempo di vacanze sul Giornale del Popolo: la nuova pagina Internet e valli, uscita oggi, è dedicata alla rete e al turismo con articoli di Elena Marchiori, Alessandro Inversini, Elisa Rubegni, Amalia Sabiescu e Sibilla Rezzonico.

La pagina è curata dai laboratori dell’Università della Svizzera italiana webatelier.net, Tec-Lab, NewMinE Lab; eLab di USI+SUPSI. La responsabilità è del prof. Lorenzo Cantoni, mio il coordinamento.