EON, fantascienza a fumetti made in Italy

Ho letto i primi 11 numeri di EON, una storia di fantascienza a fumetti con ambientazione post catastrofe. Non sono un esperto di fumetti (leggevo Topolino da piccolo, ora seguo Nathan Never per abitudine), quindi mi limiterò a un breve commento.EON

Per quanto ne capisco, i disegni sono belli. Si vede una gran cura, anche nei dettagli, ma soprattutto nei disegnai grandi, nei panorami. È molto cinematografico.

La trama della storia mi piace meno. I personaggi sono pochi e non vengono approfonditi, il tutto suona superficiale e succedono troppe cose al di fuori della storia (difficile seguire se non si leggono presentazione e conclusione di ogni numero, e anche così ho avuto la sensazione di aver perdere qualcosa).

I testi, in questo caso quindi si tratta soprattutto di dialoghi, suonano strani. Forse si tratta di un influsso regionale a cui non sono abituato (gli autori sono palermitani) nella costruzioni di frasi e in espressioni particolari.

In ogni caso, un modo piuttosto piacevole di passare del tempo, un’iniziativa interessante che spero continui e si sviluppi rafforzando i punti deboli e mantenendo alta la qualità dove già esiste.

L’Enterprise contro la Morte Nera

Questo scontro epico si è verificato molte volte, in molte forme, tra gli appassionati di fantascienza. Ora, finalmente, sappiamo chi vince, perlomeno in un certo contesto: Google Trends permette di paragonare la quantità di ricerca di due parole chiave.

Nel primo grafico, vediamo la quantità di ricerche (solo a livello di tendenza e paragone, niente numeri assoluti) per “star trek” e “star wars” a livello mondiale. Vince “star wars”. Qui i dettagli.

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Nel secondo grafico, “star trek” contro “guerre stellari”, in Italia. I dettagli: vince “star trek”. Paragonando però “star trek”, “guerre stellari” e “star wars” sembra che questi ultimi siano in vantaggio.

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In volo alla Maison d’Ailleurs

Fino al 23 aprile il museo di fantascienza di Yverdon-les-Bains (nella Svizzera francese) ospita una mostra sulle automobili volanti.

Non è fantascienza. Le automobili volanti sono esistite davvero, come testimonia la mostra allestita al Museo della fantascienza, dell’utopia e dei viaggi straordinari (www.ailleurs.ch).

Nate dall’idea e dalla passione di alcuni sognatori, queste vetture furono realizzate tra il 1920 e il 1940 soltanto come prototipi. Nonostante l’interesse e l’entusiasmo da parte dell’industria, non vi fu mai una produzione in serie. Il tentativo andato più vicino al successo venne effettuato nel 1956, ma non andò in porto per la paura degli investitori. Questa delusione spazzò via la possibilità di vedere un’auto volante in ogni garage, ma non infranse la passione degli artigiani che negli Stati Uniti hanno brevettato fino a oggi oltre 80 progetti.

La mostra ripercorre la storia degli automobili volanti – o aerei su gomma – con documenti fotografici e con un libro (Les voitures volantes. Souvenirs d’un futur rêvé). Il futuro di questi mezzi è nelle mani della Nasa e dei motori automatizzati, grazie a cui potremmo avere dei “veicoli aerei perosnali” senza preoccuparci di saperli pilotare.

Fonti

touring (6.4.2006, pag. 9) – http://www.tcs.ch/main/it/home/der_tcs/zeitung.html

Amazing Ticino, si celebrano ottant’anni di fantascienza

La Terza del Corriere del Ticino di mercoledì 5 aprile è dedicata interamente all’anniversario di Amazing Stories.

Curata da Giovanni Valerio e arricchita dalla riproduzione della copertina del primo numero, la pagina ripercorre la storia letteraria ed editoriale del fondatore Hugo Gernsback. Lussemburghese trapiantato negli Stati Uniti, all’età di nove anni legge i libri di Percival Lowell (quello dei canali marziani) e, secondo la leggenda, cade in uno stato di allucinazione in cui vede marziani e astronavi. Prima di dedicarsi ad Amazing, Gernsback è un’autorità nel campo delle trasmissioni radio. Fonda la prima rivista di radiotecnica al mondo e, nel 1909 parla del televisore e conia il termine “wireless”.

Il lungo articolo cita anche una ricerca commissionata dall’ESA alla Maison d’Ailleurs, il popolare museo della fantascienza in Svizzera francese. I ricercatori hanno scavato negli archivi della Maison elencando una serie di progetti interessanti da un punto di vista scientifico. I risultati sono visibili sul sito http://www.itsf.org/

Nella stessa pagina troviamo un’intervista al fisico Tullio Regge, che si è cimentato qualche anno fa anche con la scrittura di racconti fantascientifici. Secondo Regge non è possibile prevedere il futuro oltre qualche decina di anni: “Il nostro futuro è quello che io chiamerei ‘navigazione a vista’. Inoltre il cammino della scienza non ha sempre effetti positivi. Dietro le scoperte scientifiche c’è sempre l’uomo che decide cosa farne.”

Most viewed TV shows ever, in Italy

No, I don’t agree: according to Fantascienza.com, the most viewed TV show is ER. The article cites a post based on Auditel datas (Auditel is the service that estimates number of people watching a tv program).

I don’t agree that this are the best tv shows we saw in Italy. Some shows do not appear in this top ten because they never were transmitted in good hours. For example Profiler, a really good show, was always transmitted in the night.