Un aggiornamento sul gioco di Man Ray, e sulle ultime settimane.
Non ho partecipato
Partecipato e vinto!! Grazie a chi mi ha votato!
Sono finito di nuovo in finale. Per i posteri, il mio testo:
Oh cavolo cavolo cavolo! Che ci faccio a letto nuda? Dove sono? E questo chi è? Oh cavolo, ci ho fatto sesso. È quell’artista di ieri sera. Quel Man Ray. Che bastardo, mi ha fregata, io pensavo che gli artisti fossero tutti gay. Uno che si fa chiamare Man, poi. Uomo. Che cretina che sono! “Vieni, ti faccio vedere le mie opere” mi ha detto. Ma che oca! E io a fargli i complimenti, e non si capisce neppure che cosa disegna sulle sue foto. Mi ha fatto bere, il porco, mi ha fatto le coccole, mi ha letto le poesie del libro magico, mi ha regalato una stella marina. E io, come una ragazzina. Adesso me ne vado, esco piano così non mi sente. Devo solo stare attenta a non pestare quella cavolo di stella marina. No, questo è il libro, ce la posso fare. La prossima volta… alla larga dagli artisti!
Partecipato, ma niente finale. Il mio testo era:
Negli anni Sessanta, Man Ray lavorava come fotografo di moda. Nei suoi scatti, eleganti e luminosi, sembrava che gli abiti avessero il potere di rendere felici le modelle che li indossavano. Un giorno lo chiamò uno stilista francese. “Ho bisogno di te!” gli disse soltanto. Man Ray si recò nell’atelier e vi trovò lo stilista intento ad aprire con vigore una cassa appena giunta dall’Africa. “Guarda, questa è la moda dell’anno prossimo”. Attese che la modella indossasse i pezzi provenienti dalla cassa. Il bracciale etnico e la collana con i denti di tigre le stavano bene, ma il cappello sembrava troppo piccolo. Lo stilista si infuriò. La modella cercò invano di tenerlo in equilibrio, ma dovette reggerlo con una mano. Man Ray la fotografò, cogliendo il suo sguardo disperato e divertito.
Grazie agli organizzatori per l’esperienza.





