A cura del Laboratorio webatelier.net, Università della Svizzera italiana di Lugano
- Lorenzo Cantoni – direttore del laboratorio e professore ordinario alla Facoltà di Scienze della Comunicazione
- Christian Dedekind – studente-assistente
- Marco Faré – ricercatore
- Elena Marchiori – ricercatrice
“Statene lontani!”. Con queste parole, un ospite commenta un albergo americano. Non lo fa a cena con i suoi famigliari, e nemmeno al bar con gli amici o in ufficio davanti alla macchinetta del caffè. Questo commento è apparso su un sito internet pubblico, aperto a tutti, ed è destinato a rimanere. “Statene lontani!” sono esattamente le parole che l’utente MammaViaggiatrice79 ha usato su TripAdvisor, uno dei più importanti siti internet di commenti e recensioni per alberghi, ristoranti e destinazione turistiche, per descrivere la sua esperienza, specificando nel suo commento che ha trovato muffa sulle pareti, porte rotte, lampadine mancanti, sporcizia e puzza nelle camere e nei corridoi. È possibile che MammaViaggiatrice79 sia un concorrente invidioso o un folle che si diverte a rovinare la reputazione altrui? Possibile, ma improbabile: TripAdvisor ha delle politiche rigorose per assicurare la correttezza dei commenti. D’altra parte circa cento persone si sono prese la briga di compilare il modulo messo a disposizione da TripAdvisor per questo particolare albergo, dal 2004 in poi. Tre quarti lo sconsigliano e, oltre ai commenti, pubblicano fotografie esplicite.
La direzione dell’albergo potrebbe intervenire e rispondere, ma in questo caso ha scelto di non farlo. Si è limitata a curare la scheda di presentazione in cui si dice che le oltre 400 camere sono state appena rinnovate. La viva voce di chi c’è stato smentisce queste affermazioni.
L’articolo continua sulla Rivista del Turismo n. 4|09 pubblicata dal Touring Club Italiano ed è disponibile integralmente qui.
