[en: short notes about the speech given by Hazel Thompson, interviewed by Marcello Foa, for the opening of her exhibition at the University of Lugano]
A cavallo tra l’arte e il giornalismo, le immagini di Hazel Thompson non lasciano indifferenti. I soggetti delle sue fotografie colpiscono per la spontaneità che trasmettono. La luce rende le inquadrature intense, di un realismo brutale oppure poetiche. All’estetica dell’immagine, Hazel unisce la forza del messaggio. Ha scelto di fotografare le storie che non si raccontano, ha scelto di aiutare il prossimo con le immagini.
Hazel Thompson è una giovane fotoreporter inglese. Ha collaborato con il New York Times, l’Observer Magazine, Le Monde 2 e l’International Herald Tribune. La sua passione e la sua professionalità la portano in giro per il mondo a fotografare realtà scomode e difficili. Dà voce, e volto, alle donne e ai bambini vittime di ingiustizie e di maltrattamenti. Collabora con diverse istituzioni internazionali e ha vinto tra gli altri premi, il l CARE International Award for Humanitarian Reportage nel 2006 presso il Festival di fotogiornalismo di Perpignan e il PX3 International Photography Award per il giornalismo politico nel 2009 a Parigi.
Alcuni scatti sono visibili all’Università della Svizzera italiana, al piano terreno del Palazzo rosso del Campus di Lugano, dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 18.00 fino al 18 dicembre 2009. L’entrata è libera. La mostra si intitola “L’innocenza negata. Reportage fotografico: l’immagine oltre la parola”. Si tratta di venti immagini tratte da due intensi reportage nelle Filippine e in India. Il primo risale al 2005, quando si è finta volontaria per scattare in esclusiva le immagini dei bambini incarcerati illegalmente all’interno delle carceri. Il secondo presenta fotografie scattate nelle case di tolleranza indiane.
Iera sera, in occasione dell’inaugurazione della mostra, Hazel Thompson è stata intervistata da Marcello Foa, giornalista e co-fondatore dell’Osservatorio europeo di giornalismo, sulll’arte del fotogiornalismo e dell’importanza dell’immagine nell’era della comunicazione globale, alla luce della propria esperienza in giro per il mondo. L’evento è stato organizzato in collaborazione con Wegelin & Co. Banchieri privati dal 1741.
Oggi, ha ricordato all’inizio Marcello Foa, senza immagine non c’è notizia. Per questo il fotogiornalismo è così importante. I fotogiornalisti più noti sono uomini. Come vive – ha chiesto Foa – il suo essere donna in un mondo maschile? È una sfida, ha risposto, che cerca di vincere vivendo il suo stato di donna come un vantaggio. Le dà la possibilità, per esempio, di accedere a luoghi di preghiera musulmani, oppure di raccogliere le confidenze delle prostitute. Nelle Filippine ha introdotto una macchina fotografica nelle prigioni nascondendola nella borsa sotto gli assorbenti. Foa le ha chiesto anche se ha paura di perdere la passione dopo aver visto cose così brutte. È la sua più grande paura, ma riesce a bilanciare gli orrori vivendo a Londra e restando in contatto con la sua famiglia e i suoi amici.
Hazel Thompson ha un sito internet dove mostra molte delle sue fotografie.





