[en: to deal with the crisis, Federico Rampini suggests a academic system where (ideas) conflicts are accepted and supported]
Sul numero di Azione della scorsa settimana, Federico Rampini racconta della forza con cui gli USA sono in grado di reagire alla crisi (alle crisi). Never waste a good crisis è il grido di battaglia. L’amministrazione Obama, secondo Rampini, guida con decisione la nazione in questi tempi difficili (ma cela alcuni interessi inquietanti, secondo Marcello Foa). L’ambiente accademico ha un ruolo di primo piano: è da qui che possono e devono arrivare innovazioni e idee per superare le difficoltà. Il sistema universitario americano è ricco di risorse perché è in grado di attirare le migliori menti al mondo, nonostante la concorrenza delle istituzioni europee e dei Paesi emergenti, in particolare Cina e India.
Ma il sistema universitario americano è vincente perché, secondo Rampini, accetta e sostiene il conflitto:
per avere un «ecosistema dell’innovazione» non basta investire capitali, finanziare le università, acquistare le migliori apparecchiature del mondo. La vera innovazione fiorisce negli ambienti che accettano il conflitto d’idee, premiano l’anticonformismo, incoraggiano il dissenso, il «pensare diverso». Dalla matematica alla fisica, dalla biologia alla chimica, i cervelli migliori sono spesso culturalmente anarchici, trasgressivi, esplorano vie traverse, si discostano dalle verità ricevute. I sistemi politici autoritari come quello cinese, altre società conservatrici dominate dai clan e dalle clientele, non sono ambienti favorevoli al fiorire delle rivoluzioni tecnologiche.
Una lezione da tenere presente.





