[English abstract: the automatic ticket machine of the local transport company in Lugano do not give change, they could not track this income, so, what about taxes?]
Umberto Marra (consigliere comunale indipendente) interroga il Municipio di Lugano sui distributori automatici della TPL SA (Trasporti Pubblici Luganes SA), facendo notare che non danno resto. È parecchio che capita, io me n’ero accorto il 30 settembre del 2005. Chissà se anche a Marra risponderanno che tecnicamente non sono in grado? Forse però il consigliere potrà sollecitare le risposte ad alcune mie domande fiscali: come risulta la voce a bilancio? se non sono in grado, tecnicamente, di sapere a quanto ammontano queste entrate, come le giustificano di fronte al fisco, in relazione anche all’IVA.
via Ticinonline
Update: grazie ad Archive, ritrovo la foto sparita nel trasferimento dal vecchio blog:
Perché bloggo questo (©NN)? Si tratta di piccoli soprusi che un’azienda con mandato pubblico non dovrebbe permettersi. Deve rendere parecchio, questo scherzo, se credono che valga la pena giocarsi la faccia? Per conto mio, non ho mai più preso un autobus a Lugano (tanto per dove arrivano si fa prima a piedi).
UPDATE, 8 agosto 2007: stando a Ticinonline,
Il Municipio di Lugano (…) ha accolto favorevolmente la proposta di Marra (…) quindi invita il Consiglio di Amministrazione delle TPL ad adottare il metodo ginevrino.

Ciao, é vero quello che dici, é da anni che é così. Ed é da anni che in Cons. comunale lo si fa notare. Ma le Tpl, sempre da anni, si nascondono sulla storiella “avvertiamo l’utenza sul distributore con una scritta chiara…”. Legalmente, a quanto pare, possono benissimo. Con questa interrogazione ho solo fatto notare che anche a Ginevra le macchinette distributrici non danno il resto. Ma vi é una soluzione semplicissima: si danno indietro i soldi, negli uffici, se li chiedi. Un po’ burocratico, forse, ma se riescono a farlo a Ginevra…città un pochettino più grande di Lugano… Ciao… Umbe Marra
Ciao, grazie per la tua replica. Legalmente saranno a posto (ma io ho qualche dubbio sulla questione fiscale di queste entrate fantasma), ma la città non può fare pressione? Non so nel dettaglio com’è regolato il rapporto tra città e TPL SA, ma immagino che ci sia una sorta di concessione o mandato pubblico. In fondo, un piccolo sforzo potrebbero anche farlo, con tutti i soldi che vengono spesi per le corsie a loro riservate…
D’accordissimo. Ma se non c’é volontà …vedremo, al limite di scendere in piazza per fare pressione, magari in futuro :-)