Mentre Azione pubblica un ampio articolo sui blog basato sulla mia ricerca, inserisco qui di seguito la recensione a Blog Generation di Giuseppe Granieri. È stata scritta un anno fa e da allora è in attesa di pubblicazione. Non so se è perché è scarsa o per altre ragioni, per ora non è ancora disponibile. Mi scoccia lasciarla riposare nel cassetto.
Giuseppe Granieri, Blog Generation, Laterza, Roma 2005. ISBN 88-420-7564-7
Il blog è un sito web strutturato come diario personale in ordine cronologico inverso, dove il primo brano che si legge è l’ultimo scritto. Gestito attraverso interfacce d’uso semplicissime, è alla portata di tutti. Negli ultimi anni il blog ha esaltato la comunicazione online personale e ha riportato in vita quello spirito di sperimentazione e di personalizzazione dei primi anni del web.
Il blog ha origine nella pagina What’s new, presente su moltissimi siti, sebbene la parola blog (contrazione di web log) arrivi solo nel 1997, seguita dalla diffusione del concetto e dei tool. Anche il primo sito web della storia, creato da Tim Berners Lee presso il CERN, aveva la sua pagina What’s new.
Una classificazione dei blog in base al loro contenuto è quasi impossibile, ed è sbagliato tentarla. L’unica possibile categorizzazione è nella persona. L’autore del blog, il blogger, viene fortemente identificato attraverso il blog, che si caratterizza come il suo point of presence individuale nella rete, un luogo che racchiude la sua storia intellettuale, pubblica e consultabile. L’autorevolezza dell’individuo viene costruita con metodo e umiltà ed è il parametro che sancisce il successo (in accessi e riferimenti) del blog e del suo autore. Ma il blogger non esiste, anche questa è una classificazione forzata: il blogger è prima di tutto una persona che ha ruolo sociale che non si esaurisce nel suo essere blogger.
Uno dei migliori punti di partenza per leggere e scoprire l’universo blog è Technorati (www.technorati.com), un motore di ricerca specifico per blog, che indicizza gli articoli di 15 milioni di blog.
Il blog personale, e isolato, si è rapidamente evoluto in reti di persone, collaborative e intrecciate, che costituiscono la blogosfera. I blogger producono e commentano contenuti interni o esterni alla blogosfera, che diventa così una grande conversazione basata sul passaparola dove la regola è il confronto. Essa è un enorme filtro autodeterminante di contenuti, distribuito e collettivo. La blogosfera è un vero e proprio motore di ricerca nella sua accezione più tradizionale (sito per trovare altri siti), pur essendo privo di indice, caotico ma efficace. Come motore di ricerca, la blogosfera risponde all’esigenza primaria dell’utente: trovare l’informazione che cerca (e quella che non cerca) in breve tempo.
Nel caos formato da milioni di voci individuali emerge un ordine dettato dalla “moderazione collaborativa”. Blog e reputazione aiutano i lettori a trovare i contenuti più validi, quelli più commentati o anche solo quelli più citati. I blog infatti sono nati per condurre verso contenuti interessanti e funzionano dirottando la lettura su contenuti esterni. Il bene economico della blogosfera è l’informazione, non scarsa e replicabile. L’unica regola è quella di citare fonti e fonti intermedie. Linkando contenuti esterni precedentemente letti, il blogger guadagna in reputazione perché fornisce informazione di qualità ; chi viene citato guadagna attenzione perché avrà più porte di accesso all’informazione che fornisce; chi legge riceverà informazione di qualità . La blogosfera aumenta il valore del link e trasforma il web da rete di contenuti a infrastruttura di discussione.
Come produttori di contenuti, i blogger vengono spesso confrontati con i giornalisti. Ed è proprio a partire dal rapporto tra blogosfera e mediasfera, tra giornalismo e blog, che il saggio di Granieri si sviluppa, mettendo in evidenza più che le differenze, i punti di contatto tra questi due mondi. La blogosfera è strutturata a rete, fatta di nodi più o meno connessi. Alcuni nodi sono in forte relazione con la mediasfera e si caratterizzano come punti di scambio tra le due realtà . La mediasfera può quindi attingere a una redazione composta da milioni di persone che lavorano come una colonia di formiche, alimentate anche e soprattutto dalla mediasfera stessa. L’assenza di coordinamento di questa redazione distribuita viene sopperita dalla swarm intelligence, che provoca un comportamento collettivo complesso ed efficace, generando un’auto-organizzazione che si nutre dei suoi errori.
La blogosfera, nel suo complesso, rimedia ai difetti più intrinseci della mediasfera. I media tradizionali, infatti, si rivolgono a un fruitore con scarsa conoscenza diretta della realtà e producono una costruzione della realtà eseguita in fretta, con problemi di indipendenza e oggettività . I blogger invece sono spesso persone con una conoscenza diretta della realtà . Sono indipendenti in quanto la loro attività è volontaria e indipendente (se questo costituisce un limite di risorse per un singolo blog, è invece una caratteristica vincente del sistema blog).
In quanto forma di circolazione delle informazioni, il blogging oggi non viene tenuto in considerazione dalle persone che prendono le decisioni per noi. Al contrario, la gente comune ripone nel blog grande fiducia perché li sente vicini e fondamentalmente umani. I media tradizionali e le fonti ufficiali sono percepite come distaccate e lontane.
Blogosfera e mediasfera coesistono già oggi grazie a un patto critico, che esiste anche senza la partecipazione dei media. I giornalisti sono già ora soltanto una delle voci del mondo dell’informazione, il cui ruolo è quello di elaborare e migliorare le informazioni in circolo.
Il blogger non è più un cittadino informato, è diventato un cittadino monitorante, che, grazie a Google e ai blog, diventa protagonista consapevole dell’informazione. Egli ha lasciato l’isolamento degli “unplugged”, di chi non è connesso, e ha scelto di essere connesso, di cercare e trovare informazione più ricca, completa di opinioni critiche lontane da quelle prefabbricate dell’informazione di massa. Il blogger non si limita a leggere ma riprende ciò che ha letto, lo linka, lo commenta, lo ripropone in modo arricchito e dà altri punti di vista, spesso arricchisce l’informazione perché è uno specialista dell’argomento. Read it, google it, blog it (leggilo, approfondiscilo e parlane). Lo guida la soddisfazione personale, non l’inserzionista o il politico. Il blogger, “uno che partecipa alla Grande Conversazione”, è un protagonista della politica. Oggi la lotta politica non è più tra destra e sinistra, ma tra chi guarda la tv e chi accede alla rete dotata di un’informazione pluralistica più completa, che ognuno può gestire e alimentare.
Per Granieri il blog è l’agorà ateniese, la democrazia diretta per eccellenza, e diventa il mezzo grazie a cui è possibile una nuova democrazia, un nuovo modo di interazione tra politica e cittadini. La partecipazione alla democrazia avviene attraverso molteplici e diverse rappresentazioni parziali della realtà . In questo senso perdono valore, se mai ne hanno avuto, i sondaggi, che non rappresentano l’opinione pubblica in quanto mettono sullo stesso piano l’opinione di persone informate e quella di persone non informate (o male informate).
La blogosfera è uno scorcio su quanto può fare l’intelligenza connettiva, è il laboratorio per la costruzione del Web Semantico. È piena di svantaggi rispetto a quest’ultimo, ma vi differisce perché esiste e funziona, qui e ora. L’uniformità dei blog, la generazione dei contenuti e dei meta-dati estremamente semplice e sempre simile nonostante i numerosi tool, fanno sì che la blogosfera sia il primo vero caso generalizzato di read/write-web, il web da leggere e da scrivere.
Giuseppe Granieri è un esperto di comunicazione e culture digitali, collabora con “Internet Pro”, “Il Sole 24 Ore – @lpha” e altre testate. Soprattutto, Granieri è un blogger. Ci regala un saggio di sociologia usando i blog come pretesto per analizzare la comunicazione online come la si fa oggi. L’analisi è centrata sull’interazione tra le persone, non è una descrizione tecnica del tool: i blog vengono trattati come un semplice strumento di comunicazione.






Pingback: FridayNet » Blog Archive » [it] Libri: La società digitale