A website and a blog on communication technologies, search engines, fantascienza, Lugano and Switzerland. Written in italian and english by Marco Faré.
Online Course in Science Journalism – Welcome to the world’s first online course in science journalism, developed by the World Federation of Science Journalists in close cooperation with the Science and Development Network SciDev.Net.
ENTER2010conference will start on Wednesday. ENTER2010 is an International eTourism Conference, promoted by IFITT (International Federation of IT in Travel and Tourism) and organized by webatelier.net. ENTER2010 will be held at Università della Svizzera italiana, Lugano (Switzerland).
ENTER2010 offers a unique forum for academics, industry, destination managers, marketers and government representatives to explore the future of ICTs in Tourism through research and dynamic dialogue.
Check out the international program and the swiss day program. I will speak with prof. Cantoni and Elena Marchiori at the webatelier.net workshop on Friday, in Italian, on online promotion and reputation.
it:
Il convegno ENTER2010inizierà mercoledì. È uno dei più importanti convegni dedicati all’eTourism, promosso da IFITT (International Federation of IT in Travel and Tourism) e organizzata da webatelier.net. ENTER si terrà all’Università della Svizzera italiana, Lugano (Svizzera).
ENTER2010 è un forum per accademici, aziende, manager di destinazione, ecc per esplorare il futuro delle ICT nel turismo attraverso la rierca e il dialogo dinamico.
È disponibile il programma internazionale e quello per lo swiss day. Io parlerò con il prof. Cantoni ed Elena Marchiori al workshop del webatelier.net, in italiano, sulla promozione e la reputazione online.
[en: Mondoinrete, my column on Azione, about smart screensavers]
Oggi esce un articolo per Mondoinrete, su Azione, intitolato Il pc non dorme mai. Il tema è quello dei salvaschermi intelligenti,a partire da SETI@HOME.
The student of the course Online communication and promotion (Enterprise projects) held by prof. Cantoni this semester. They are from the Master in Technologies for Human Communication and the Master of International Tourism.
A cura del Laboratorio webatelier.net, Università della Svizzera italiana di Lugano
Lorenzo Cantoni – direttore del laboratorio e professore ordinario alla Facoltà di Scienze della Comunicazione
Christian Dedekind – studente-assistente
Marco Faré – ricercatore
Elena Marchiori – ricercatrice
“Statene lontani!”. Con queste parole, un ospite commenta un albergo americano. Non lo fa a cena con i suoi famigliari, e nemmeno al bar con gli amici o in ufficio davanti alla macchinetta del caffè. Questo commento è apparso su un sito internet pubblico, aperto a tutti, ed è destinato a rimanere. “Statene lontani!” sono esattamente le parole che l’utente MammaViaggiatrice79 ha usato su TripAdvisor, uno dei più importanti siti internet di commenti e recensioni per alberghi, ristoranti e destinazione turistiche, per descrivere la sua esperienza, specificando nel suo commento che ha trovato muffa sulle pareti, porte rotte, lampadine mancanti, sporcizia e puzza nelle camere e nei corridoi. È possibile che MammaViaggiatrice79 sia un concorrente invidioso o un folle che si diverte a rovinare la reputazione altrui? Possibile, ma improbabile: TripAdvisor ha delle politiche rigorose per assicurare la correttezza dei commenti. D’altra parte circa cento persone si sono prese la briga di compilare il modulo messo a disposizione da TripAdvisor per questo particolare albergo, dal 2004 in poi. Tre quarti lo sconsigliano e, oltre ai commenti, pubblicano fotografie esplicite. La direzione dell’albergo potrebbe intervenire e rispondere, ma in questo caso ha scelto di non farlo. Si è limitata a curare la scheda di presentazione in cui si dice che le oltre 400 camere sono state appena rinnovate. La viva voce di chi c’è stato smentisce queste affermazioni.
Il sito è dedicato a un progetto di studio più ampio, rivolto alla valorizzazione del sentiero degli olivi e di ciò che vi è attorno. La presentazione è avvenuta venerdì scorso, a Castagnola, con la presenza dell’avv. Bertola e del prof. Visentin. Ne ha parlato ieri il Corriere del Ticino.
[en: short notes about the speech given by Hazel Thompson, interviewed by Marcello Foa, for the opening of her exhibition at the University of Lugano]
A cavallo tra l’arte e il giornalismo, le immagini di Hazel Thompson non lasciano indifferenti. I soggetti delle sue fotografie colpiscono per la spontaneità che trasmettono. La luce rende le inquadrature intense, di un realismo brutale oppure poetiche. All’estetica dell’immagine, Hazel unisce la forza del messaggio. Ha scelto di fotografare le storie che non si raccontano, ha scelto di aiutare il prossimo con le immagini.
Hazel Thompson è una giovane fotoreporter inglese. Ha collaborato con il New York Times, l’Observer Magazine, Le Monde 2 e l’International Herald Tribune. La sua passione e la sua professionalità la portano in giro per il mondo a fotografare realtà scomode e difficili. Dà voce, e volto, alle donne e ai bambini vittime di ingiustizie e di maltrattamenti. Collabora con diverse istituzioni internazionali e ha vinto tra gli altri premi, il l CARE International Award for Humanitarian Reportage nel 2006 presso il Festival di fotogiornalismo di Perpignan e il PX3 International Photography Award per il giornalismo politico nel 2009 a Parigi.
Alcuni scatti sono visibili all’Università della Svizzera italiana, al piano terreno del Palazzo rosso del Campus di Lugano, dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 18.00 fino al 18 dicembre 2009. L’entrata è libera. La mostra si intitola “L’innocenza negata. Reportage fotografico: l’immagine oltre la parola”. Si tratta di venti immagini tratte da due intensi reportage nelle Filippine e in India. Il primo risale al 2005, quando si è finta volontaria per scattare in esclusiva le immagini dei bambini incarcerati illegalmente all’interno delle carceri. Il secondo presenta fotografie scattate nelle case di tolleranza indiane.
Iera sera, in occasione dell’inaugurazione della mostra, Hazel Thompson è stata intervistata da Marcello Foa, giornalista e co-fondatore dell’Osservatorio europeo di giornalismo, sulll’arte del fotogiornalismo e dell’importanza dell’immagine nell’era della comunicazione globale, alla luce della propria esperienza in giro per il mondo. L’evento è stato organizzato in collaborazione con Wegelin & Co. Banchieri privati dal 1741.
Oggi, ha ricordato all’inizio Marcello Foa, senza immagine non c’è notizia. Per questo il fotogiornalismo è così importante. I fotogiornalisti più noti sono uomini. Come vive – ha chiesto Foa – il suo essere donna in un mondo maschile? È una sfida, ha risposto, che cerca di vincere vivendo il suo stato di donna come un vantaggio. Le dà la possibilità, per esempio, di accedere a luoghi di preghiera musulmani, oppure di raccogliere le confidenze delle prostitute. Nelle Filippine ha introdotto una macchina fotografica nelle prigioni nascondendola nella borsa sotto gli assorbenti. Foa le ha chiesto anche se ha paura di perdere la passione dopo aver visto cose così brutte. È la sua più grande paura, ma riesce a bilanciare gli orrori vivendo a Londra e restando in contatto con la sua famiglia e i suoi amici.
Hazel Thompson ha un sito internet dove mostra molte delle sue fotografie.
These are my links for November 13th through November 19th:
A communicative approach to web communication: the pragmatic behaviour of internet search engines – 2008. L. Cantoni*, M. Faré, S. Tardini, University of Lugano, Switzerland.
In this paper websites are not approached as being just technological artefacts but from the point of view of communication. In this perspective, the Website Communication Model (WCM) provides a model that highlights five main areas of interest when dealing with websites: the areas of contents and services offered through the website, of the
tools for accessing them, of the people who publish the website, of those who access
and use it, and of the “ecological” context which the website is part of.
The need for such an approach to electronic communication is well represented by the behavior of internet search engines, which strongly rely on the ‘pragmatic’ aspects of web communication.
Human–computer information retrieval – Wikipedia, the free encyclopedia – Human–computer information retrieval (HCIR) is the study of information retrieval techniques that bring human intelligence into the search process. The fields of human–computer interaction (HCI) and information retrieval (IR) have both developed innovative techniques to address the challenge of navigating complex information spaces, but their insights have often failed to cross disciplinary borders. Human–computer information retrieval has emerged in academic research and industry practice to bring together research in the fields of IR and HCI, in order to create new kinds of search systems that depend on continuous human control of the search process.
[en: an article about water and scientific research in Azione]
Sul numero di Azione di oggi esce un mio contributo nel quaderno Ambiente (Acqua svizzera per il sud del mondo), dedicato alla ricerca scienti?ca, che diventa un elemento sempre più importante nel campo dell’aiuto allo sviluppo.
Lo spunto nasce dalla giornata della KFPE (la commissione svizzera per il partenariato di ricerca con i paesi in via di sviluppo e in transizione), che si è svolta all’Università della Svizzera italiana di Lugano il 23 ottobre scorso, organizzata dal NewMinE lab. Nell’articolo racconto due dei progetti presentati durante l’assemblea, dedicati all’acqua.
Nell’immagine, la sala della conferenza in collegamento live con il Kenya.
Sotto, lo slideshow sul mio flickr con altre immagini della giornata.
NB: il prossimo mondoinrete esce tra un paio di settimane.
Dopo la conferenza KFPE, il mondo della ricerca ticinese ha incontrato quello delle ONG. Di seguito un piccolo resoconto che non ha trovato spazio su Azione.
Volontariato e ricerca insieme per i paesi in via di sviluppo
La federazione delle organizzazioni non governative (ONG) della Svizzera italiana (FOSIT) e le istituzioni universitarie ticinesi (USI e SUPSI) hanno avviato una collaborazione per migliorare gli interventi nei paesi in via di sviluppo, unendo ricerca e attività sul posto. Il primo incontro si è svolto in occasione dell’assemblea della KFPE, all’Università della Svizzera italiana, sede di Lugano. I protagonisti ticinesi della cooperazione con i paesi in via di sviluppo si sono presentati gli uni agli altri. La FOSIT, che festeggia i dieci anni di esistenza, raccoglie 69 associazioni ticinesi che operano sul campo. Tra i suoi scopi, descritti dal presidente Pierluigi Togni: favorire scambi di conoscenze; fornire formazione e consulenza; promuovere la qualità e fornire sostegno finanziario. Le zone in cui le ONG operano sono principalmente l’Africa e l’America Latina, i campi di azione quelli della formazione, dell’educazione e della salute. Wilma Minoggio e Marcello Martinoni, per le ONG ASFODEI e GSGB, hanno illustrato alcuni progetti sono stati illustrati.
USI e SUPSI hanno offerto una panoramica dei diversi progetti di ricerca. Jennifer Duyne e Daniel Pittet hanno elencato numerosi progetti del World Habitat Research Centre della SUPSI. Gian Paolo Torricelli (Accademia di Architettura) ha mostrato l’esperienza dell’i.CUP (Institute for Contemporary Urban Project). Isabella Rega, del laboratorio USI NewMinE (New Media in Education) ha illustrato tre diversi progetti nel campo delle nuove tecnologie per la formazione.
Nelle conclusioni, Alessandra Zumthor, moderatrice e giornalista RSI, ha messo l’accento sull’ottimismo positivo e propositivo che ha caratterizzato l’incontro, mentre Togni ha espresso soddisfazione per la quantità di progetti attivi.