Ogni anno vorrei vedere di più, ma il tempo è tiranno. In ogni caso, il Pardo – il Festival Internazione del Film di Locarno – è uno degli eventi più importanti in Ticino e in Svizzera.
Andrebbe sostenuto e valorizzato perché la città è perfetta per ospitarlo. Peccato per le sale, o meglio, le non sale. Effettivamente vedere un film al Fevi, se non si è un po’ davanti, è faticoso.
La vita notturna è migliorata, e parecchio, negli ultimi anni. Oltre alla rotonda, quest’anno abbiamo apprezzato il City Garden (come hanno fatto a tenerlo chiuso finora? e ha costruirci sopra? patetico) e il Paravento. La suite è un po’ troppo mondana per noi.
E i film? Attenti agli SPOILER.
L.A. Zombie. Stradiscusso, per me è l’equivalente di un racconto, non di un romanzo. Una specie di esercizio per stupire e portare al limite una storia per vedere cosa succede, qualcosa di simile a certi racconti degli anni Cinquanta, di fantascienza, quasi ingenui nella loro sperimentazione. Troppo splatter per provocare, è divertente. Un po’ confuso per essere metafora di qualcosa, è abbastanza aperto per leggerci ciò che vuoi. Se ci leggi porcate, allora sei tu un maiale (Ma Bruce LaBruce ci ha messo del suo).
Norberto apena tardes. La storia di un uomo un po’ fallito, che cerca di tenere insieme i pezzi della sua vita. Ci riesce, ma non del tutto. È una storia normale, quasi troppo per farci un film.
Curling. Un padre che cerca di proteggere la figlia in un Quebec non certo invitante. Nonostante non ci sia nulla di pericoloso (anzi, non c’è nulla proprio), i due si confrontano con due eventi distinti e drammatici. Non ne parlano, nemmeno tra di loro. Tutti bravi, si evita una deriva nella banalità, appena sfiorata con l’escursione da una prostituta, l’arrivo di una commessa dark al bowling e altri piccoli eventi. Ma non si capisce il perché di nulla. Perché la madre è in prigione? Cosa è successo per far diventare il padre così protettivo? Perché il bosco è pieno di cadaveri? Perché lui non chiama la polizia quando assiste all’incidente?Commovente la scena in cui la ragazzina danza in salotto, dopo che ha ricevuto il permesso di ascoltare un po’ di musica.
Cold Weather. Storia interessante con la giusta dose di umorismo e mistero. Bravissima lei. Talmente ben ritmato che non ti accorgi del tempo che passa e quando finisce ti dici *già finito?”.